Scelti per voi

 IL PROGRAMMA CARTASTRACCIA

L’azione di Berlusconi che strappa pubblicamente il programma di governo del Partito Democratico non è da considerare solo una semplice trovata mediatica. Non si tratta neanche di galvanizzare la folla che lo ascolta. Quello strappo va molto più in là. Significa tanto.....(continua)

 

 

 

di Chiara Velodice      chiaravelodice@insiemenelpd.it

Il tradimento è un fatto utile ancorché incontrollabile. È la teoria di Aldo Carotenuto, insigne psicologo
scomparso qualche anno fa. Su questo argomento ha scritto uno dei suoi tantissimi libri nel quale sostiene
che alcune manifestazioni, che lui chiama tradimenti, tradiscono ossia esplicitano, dichiarano con i fatti
qualcosa che non viene comunicato con la parola. Il termine tradimento, infatti, deriva dall’unione di trans e
dire, cioè “dire oltre”, dire qualcosa di più e di diverso. Il tradimento sta a comunicare un’esigenza diversa o
un’intenzione differente da ciò che si dichiara.Nel suo libro Carotenuto studia il fenomeno del tradimento a 360 gradi da quello passionale a quello della famiglia di origine, passando per tutte le forme dell’interagire.

Seguendo questa linea di pensiero, l’azione di Berlusconi che strappa pubblicamente il programma di governo del Partito Democratico non è da considerare solo una semplice trovata mediatica. Non si tratta neanche di galvanizzare la folla che lo
ascolta. Quello strappo va molto più in là. Significa tanto.


Le reazioni a caldo hanno criticato la mossa berlusconiana come un gesto poco elegante, inadeguato,
poiché non è litigando e stracciando i programmi altrui che si vince, e anche come la dimostrazione di
un’idea violenta della politica di sopraffazione dell’altro. Tutto innegabile (fuorché per Bonaiuti, s’intende,
secondo cui la sinistra fa disinformazione sul gesto di Berlusconi e per Fini, arrivato a dire che è la sinistra
che straccia i programmi). Magari tutto si limitasse a questi commenti dal tono pacato, come pacati sono i
toni mai uditi prima di questa campagna elettorale.

 

In questo avvio di confronto che ci accompagnerà fino
all’appuntamento di metà aprile
si è registrato un rispetto inusuale fra i candidati contendenti. I critici
televisivi sono arrivati ad addossare la colpa delle basse audience dei programmi di approfondimento politico
proprio alla mancanza di attrattiva nei dibattiti ritenuti troppo pacati, troppo “mosci”, quindi noiosi.
Esiste però anche un’altra ipotesi, quella degli italiani che cambiano canale, perché stanchi delle solite
chiacchiere, dei soliti volti, delle solite soluzioni non applicate e inapplicabili. E allora per ravvivare un po’
l’atmosfera arriva la trovata.

 

 Berlusconi avvezzo alla folla, il mattatore nelle crociere, l’animatore delle platee
vacanziere non riesce a trattenere il suo vero io e (in maniera calcolata) presenta, “siore e siori” il colpo di
scena: strappare il programma con tanto di sorriso beffardo da onnipotente. Funziona. La folla (acefala e
contagiosa a prescindere dai singoli componenti) si entusiasma, la notizia viene subito rilanciata. Ma è
proprio lì, in quel contesto che si consuma il tradimento. L’io lascia spazio all’inconscio e fa venir fuori ciò
che si vorrebbe dire veramente. Il tradimento, che si realizza nel gesto di stracciare, dichiara implicitamente
la volontà di “stracciare” le posizioni differenti, di annullare le opinioni difformi prospettate dagli avversari e di
annientare ciò che non ruota attorno al soggetto.

 

L’Italia è già passata per un’esperienza simile a questa. Sottovalutò alcuni segnali precisi e quanto mai chiari
ed ha pagato caro la mancanza di libertà di un’opinione “altra”, di un’espressione “difforme”. Strappare il
programma dell’avversario nell’apertura ufficiale della campagna elettorale la dice lunga sulla personalità di
chi compie il gesto e sul suo pensiero più profondo. La candidatura di Ciarrapico nelle liste di Berlusconi
vorrà pur dire qualcosa.


Come recitava una famosissima e quanto mai indovinata pubblicità: “Meditate, gente. Meditate”.